Il principio: tutto entra in risonanza
Tra 20 Hz e 80–100 Hz il corpo umano entra in risonanza. I tessuti molli rispondono alle frequenze più basse; al crescere della frequenza vengono coinvolte la muscolatura sottile e le ossa.
L'uso terapeutico della vibrazione sonora a bassa frequenza trasmessa direttamente al corpo umano è studiato da circa trent'anni (Skille, 1986). All'inizio degli anni Ottanta Skille e i suoi collaboratori costruirono il cosiddetto “bagno di suono”: un lettino da massaggio con altoparlanti accoppiati direttamente alla sua superficie. Chi si stendeva ascoltava repertorio tradizionale ricco di basse frequenze — organo, contrabbasso, fagotto — ma riceveva anche, più debolmente, la vibrazione trasmessa direttamente nel corpo. Il gruppo di ricerca comprese che proprio questa ricezione corporea era la vera novità.
Ne seguì la separazione sistematica del suono fondamentale, o “radice”, che agisce soprattutto a livello corporeo, dal suono derivato costruito sulle armoniche, percepito soprattutto dall'orecchio. Usando un generatore di frequenze come sorgente diventa possibile inviare solo segnali sinusoidali puri e precisi — privi di armoniche — capaci di agire direttamente sulla parte del corpo trattata.
Gli studi hanno mostrato che le zone molli risuonano alle frequenze più basse, mentre le frequenze più alte coinvolgono la muscolatura sottile e le ossa (Griffin, 1983). Il principio è semplice: tutto risuona, e il corpo umano non si comporta diversamente. Stimolato da impulsi distinti a bassa frequenza agisce come un diapason, entrando in risonanza in zone specifiche secondo la frequenza inviata (Kriscak e Raffaelli, 2010).
Applicare una sorgente a bassa frequenza direttamente al corpo sfrutta la penetrazione delle onde acustiche per ripristinare, per risonanza, vibrazioni naturali che per varie ragioni non vengono più prodotte normalmente. La vibrazione a bassa frequenza agisce sui tessuti non auditivi attraverso meccanismi che coinvolgono sia le proprietà fisiche delle onde acustiche — in particolare la loro coerenza — sia le proprietà biofisiche di molti tessuti: piezoelettricità, semiconduttività e carattere bipolare dell'acqua e di molte macromolecole organiche, DNA compreso (Bistolfi, 2000).
Ogni frequenza corrisponde a una nota determinata e per legge logaritmica si può assegnare un valore sonoro a ogni frequenza emessa (Pierce, 1983). Un flusso tra 40 Hz e 50 Hz, per esempio, è adatto a ridurre l'ipertonia dei muscoli estensori e flessori nei pazienti con paralisi cerebrale (Ruutel, 2002).








